Si è aperto con questo primo appuntamento il ciclo di webinar dedicati all’intelligenza artificiale organizzato da Doxer in collaborazione con Fastweb. L’obiettivo dell’incontro è stato dare alle aziende e ai professionisti presenti una prima consapevolezza su che cosa comporta l’AI Act e su come Fastweb ha costruito, in questi anni, una propria strategia e una propria suite di prodotti per rispondere a questa esigenza.
A moderare l’incontro Andrea Bassi (Doxer), che ha introdotto i relatori di Fastweb: Stefano Veclani, referente ICT Vertical Sales, e Alessandra Costa, dell’area Channel Sales Professional.
L’AI Act: cinque aree di attenzione
Andrea Bassi ha aperto i lavori richiamando il tema centrale del webinar: non una lezione approfondita sull’AI Act, ma cinque aree di attenzione utili a comprenderne la portata. Il regolamento europeo introduce un approccio basato sul rischio, distinguendo i sistemi di intelligenza artificiale in funzione del rischio a cui possono essere esposti gli utenti. Si applica a tutte le aziende che utilizzano o producono sistemi di intelligenza artificiale, indipendentemente dalla loro localizzazione, e prevede alcuni divieti espliciti — tra cui manipolazione, social scoring e raccolta biometrica indiscriminata. Un punto sottolineato con chiarezza: rispondere all’AI Act richiede non solo tecnologia, ma anche competenze normative e legali, un terreno su cui consulenti specializzati — avvocati, DPO, consulenti privacy — possono collaborare proficuamente con chi fornisce gli strumenti tecnologici.
Il percorso di Fastweb nell’intelligenza artificiale
Alessandra Costa ha ripercorso la storia che ha portato Fastweb a diventare un attore riconosciuto nell’AI, ben oltre la sua identità storica di operatore di connettività. Il percorso parte dal 2020, con la costituzione di un Center of Excellence dedicato inizialmente al machine learning; nel 2022 nasce un gruppo di lavoro specifico sull’intelligenza artificiale; nel 2024, grazie a una partnership con Nvidia, Fastweb investe nel SuperPod, il data center di Bergamo con una potenza computazionale di rilievo, utilizzato sia per sviluppare progetti AI sia per addestrare da zero MIA, il modello linguistico italiano di Fastweb (7 miliardi di parametri, addestrato su 15 miliardi di token), realizzato in collaborazione con partner come Mondadori, Bignami — circa 11 milioni di libri — Istat, Gazzetta Ufficiale e alcune università, nel rispetto della normativa sul copyright.
Dal 2025 ogni progetto sviluppato internamente viene valutato in termini di compliance fin dall’inizio, e a maggio dello stesso anno Fastweb ha lanciato sul mercato la propria suite di prodotti AI. A marzo 2026 la suite conta quasi 5.000 clienti attivi. Il team dedicato all’intelligenza artificiale è oggi composto da circa 70 professionisti.
Perché Fastweb: sovranità, sicurezza, integrazione
I punti di forza richiamati nel corso della presentazione sono stati sintetizzati in tre parole chiave: un’intelligenza artificiale sovrana, con infrastrutture e piattaforme ospitate in Italia; un’intelligenza artificiale integrabile con i sistemi già in uso nelle aziende, con un accompagnamento che parte dalla formazione dei dipendenti — obbligo previsto anche dall’AI Act; un’intelligenza artificiale sicura, sia dal punto di vista della conformità normativa (AI Act e GDPR) sia da quello della sicurezza informatica, grazie all’infrastruttura di rete e ai servizi di cybersecurity di Fastweb.
La FastwebAI Suite: sette servizi
La suite comprende oggi sette servizi, in continua evoluzione.
FastwebAI Security, trasversale a tutti gli altri, verifica che chatbot e voicebot rispondano in modo conforme all’AI Act, evitando danni reputazionali derivanti da risposte scorrette.
FastwebAI Factory mette a disposizione la potenza computazionale del SuperPod, incluso il noleggio di nodi GPU per le aziende che vogliono elaborare i propri dati in un ambiente sicuro e segregato sul territorio italiano. Fastweb MIIA è il modello linguistico proprietario italiano.
FastwebAI Agent è una piattaforma low-code/no-code per sviluppatori, utilizzata anche internamente da Fastweb per costruire soluzioni AI.
FastwebAI Work è l’ambiente simile a un assistente virtuale che tutti i dipendenti Fastweb e Vodafone sono tenuti a utilizzare al posto di LLM gratuiti esterni, proprio per evitare che dati sensibili aziendali vengano condivisi con modelli di terze parti; consente inoltre all’IT aziendale di abilitare o disabilitare specifici prompt e modelli secondo le policy interne.
FastwebAI Custom è il servizio di progettazione di soluzioni su misura, sempre verificate in termini di compliance fin dalla fase di analisi — ad esempio attraverso l’anonimizzazione di dati sensibili. Infine, Fastweb AI Governance and Compliance (GNC), presentato nel dettaglio da Stefano Veclani, è lo strumento dedicato alla gestione e alla mitigazione dei rischi legati ai progetti di intelligenza artificiale.
Focus: FastwebAI G&C
Stefano Veclani ha ricordato che l’AI Act entrerà a pieno regime il 2 agosto 2026, data a partire dalla quale tutte le aziende — sia che acquistino soluzioni da terze parti sia che sviluppino sistemi propri — saranno obbligate a tracciare i propri progetti di intelligenza artificiale. Lo strumento FastwebAI G&C nasce proprio per rispondere a questo obbligo, oltre che per semplificare i processi di governance, promuovere un uso responsabile dell’AI e mitigare i rischi individuati tramite il risk assessment.
La piattaforma si articola in due aree. La parte di governance copre il censimento degli use case, un quadrante di valutazione per stabilire le priorità di sviluppo in base a readiness e valore atteso, e il monitoraggio del ritorno economico dei progetti. La parte di compliance by design si basa su un risk assessment costruito con il contributo del team legale e compliance interno di Fastweb: al termine della valutazione viene generato un report con i punti critici (warning) e le relative misure di mitigazione. Un elemento distintivo dello strumento è l’aggiornamento normativo continuo, integrato automaticamente ogni volta che entra in vigore una nuova disposizione europea o nazionale.
Lo strumento è lo stesso utilizzato quotidianamente da Fastweb per i propri progetti interni ed esterni: ad oggi sono stati gestiti oltre 200 progetti AI e completati 176 risk assessment, ciascuno in circa 15-20 minuti contro i due giorni tipicamente necessari con un approccio manuale. Questo risultato, insieme all’adesione all’AI Pact della Commissione Europea fin dal suo avvio, ha contribuito a far ottenere a Fastweb la certificazione ISO 42001, tra le prime in Italia.
Sul fronte commerciale, l’offerta prevede tre livelli: un ambiente Playground per esplorare lo strumento per 15-30 giorni, un piano Standard in modalità SaaS (50 use case e 10 utenti inclusi, con possibilità di add-on), e un piano Premium con installazione on-premise o su istanza cloud AWS, senza limiti su utenti e progetti gestibili.
Casi d’uso concreti
Tra gli oltre venti casi realizzati da Fastweb per sé stessa e per i propri clienti, ne sono stati presentati tre.
Il primo è il Mail/PEC routing: uno smistamento intelligente delle PEC in arrivo, basato non su regole deterministiche ma su ricerca semantica e prompt, che ha permesso di liberare risorse dalla lettura manuale delle comunicazioni e di gestire le richieste 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Il secondo è il Document compliance: l’uso di checklist e template per automatizzare controlli di conformità, ad esempio verificando che le risposte a un bando di gara contengano tutte le certificazioni richieste, con un risparmio significativo di tempo rispetto alla lettura manuale della documentazione.
Il terzo caso è proprio FastwebAI Security: una piattaforma di agenti AI che simulano diverse tipologie di utenti — dall’esperto di sicurezza alla persona anziana, fino al giovane che utilizza un linguaggio informale — per testare chatbot e voicebot aziendali prima della messa in produzione, individuando eventuali criticità attraverso un report dedicato.
Le domande del pubblico
Nella sessione di domande e risposte sono stati affrontati diversi temi. Sui rischi legati a fornitori diversi da Fastweb, Stefano Veclani ha chiarito che il punto critico non è tanto il fornitore quanto il modello LLM utilizzato e dove è ospitato: modelli ospitati su infrastrutture italiane o europee restano soggetti alle regole europee, mentre l’utilizzo di data center di proprietà di operatori extraeuropei può comportare l’applicazione di normative extraterritoriali come il Cloud Act statunitense. Fastweb offre anche un servizio di gestione dell’inferenza che consente di utilizzare diversi modelli — tra cui GPT, Qwen, Llama, Gemma, oltre a MIA — ospitati sulla propria infrastruttura italiana, con un modello di pricing a consumo e la possibilità di effettuare un trial gratuito.
È stato inoltre chiarito il concetto di inferenza (il processo con cui un modello elabora una risposta a partire dai propri parametri) e il ruolo dei guardrail, i vincoli che impediscono a un sistema di intelligenza artificiale di fornire risposte dannose o fuori perimetro. Sul funzionamento del risk assessment nell’ambito del G&C, è stato spiegato come lo strumento guidi l’utente attraverso domande semplici — ad esempio sulla localizzazione del modello utilizzato — generando una mappatura del rischio con un sistema a semaforo (verde, giallo, rosso) e suggerendo misure di mitigazione come l’anonimizzazione dei dati.
Alla domanda su quali siano gli errori più comuni nell’adozione dell’AI, la risposta è stata chiara: voler rivoluzionare l’intero processo aziendale fin da subito, invece di procedere per piccoli passi misurabili, e non definire in anticipo aspettative e KPI chiari. È stato citato l’esempio del progetto di mail routing interno, partito con obiettivi di accuratezza espliciti e oggi in grado di gestire correttamente tra l’85 e il 90% delle comunicazioni in arrivo. È stato inoltre ribadito l’approccio Fastweb basato su MVP (minimum viable product): si parte da una proof of concept, si valida il risultato insieme al cliente e solo successivamente si procede all’estensione su tutta la base dati.
Sulle fasi da seguire per adottare una soluzione di intelligenza artificiale, il suggerimento è stato quello di partire, quando non già presente, da un assessment interno — con interviste mirate alle diverse business unit — per individuare i progetti a maggiore impatto e verificare la disponibilità di dati e documentazione adeguati, condizione paragonata alla necessità di formare un nuovo collega in azienda. Solo dopo aver definito aspettative chiare si procede con l’MVP e, in caso di validazione positiva, con l’estensione del progetto.
Il prossimo appuntamento
Andrea Bassi ha chiuso il webinar annunciando l’appuntamento successivo, fissato per giovedì alla stessa ora, dedicato a una dimostrazione live della piattaforma FastwebAI G&C condotta direttamente dal team legal e compliance che l’ha sviluppata.