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9 luglio 2026

Fastweb AI – Demo Live Piattaforma Governance & Compliance

Si è tenuto il secondo appuntamento del ciclo di webinar dedicati all’intelligenza artificiale organizzato da Doxer in collaborazione con Fastweb. Dopo il primo incontro, focalizzato sulla presentazione generale della FastwebAI Suite, questo secondo webinar ha approfondito un tema cruciale per le aziende che stanno adottando soluzioni di intelligenza artificiale: la governance e la compliance normativa.

A moderare l’incontro Andrea Bassi (Doxer), che ha aperto i lavori presentando la propria realtà — attiva in cinque capitoli BNI tra Roma e Francavilla al Mare — e introducendo le relatrici e i relatori di Fastweb: Anna Lanza (Compliance Manager per l’intelligenza artificiale), Francesca La Vermicocca (Adoption and Governance AI), oltre a Stefano Veclani e Alessandra Costa, già intervenuti nel primo webinar.

Il contesto normativo: AI Act e non solo

Anna Lanza ha illustrato il quadro normativo europeo di riferimento, a partire dall’AI Act, in vigore dall’agosto 2024. Il regolamento adotta un approccio basato sul rischio, articolato in quattro categorie — rischio inaccettabile (pratiche vietate), alto rischio (obblighi stringenti), rischio limitato e rischio minimo (prevalentemente obblighi di trasparenza) — e definisce cinque ruoli lungo la catena di responsabilità dell’AI, tra cui quello di “deployer”: l’azienda che adotta una soluzione di intelligenza artificiale mettendola a disposizione dei propri dipendenti, soggetta a obblighi anche senza sviluppare direttamente tecnologie AI.

Le prime scadenze sono già operative: dall’agosto 2024 le aziende devono censire le soluzioni AI in uso, da febbraio 2025 sono in vigore gli obblighi sui sistemi vietati (con sanzioni fino al 7% del fatturato globale annuo), mentre la piena applicabilità del regolamento è fissata ad agosto 2027.

Un punto sottolineato con forza: l’AI Act non è l’unica normativa rilevante. GDPR, direttiva Copyright e, in Italia, la legge 132/2025 concorrono a definire il profilo di rischio reale di un progetto di intelligenza artificiale, anche quando quest’ultimo risulta a rischio limitato ai soli fini dell’AI Act.

FastwebAI G&C: lo strumento di governance e compliance

Proprio da questa esigenza — valutare il rischio secondo un framework normativo integrato, non frammentato per singola norma — nasce FastwebAI G&C (Governance & Compliance), sviluppato inizialmente per uso interno e oggi disponibile anche per i clienti B2B.

Francesca La Vermicocca ne ha presentato la componente di governance: una dashboard unica che censisce tutti i progetti AI aziendali (sviluppati internamente o acquistati da terze parti), un quadrante di valutazione che incrocia readiness tecnica e valore atteso per definire le priorità di sviluppo, una panoramica finanziaria su progetti potenziali e use case attivi, e un cruscotto di monitoraggio del rischio. Lo strumento è personalizzabile (temi grafici, logo aziendale), integra notifiche via app ed email e consente l’esportazione dei dati in Excel e PDF.

Anna Lanza ha quindi mostrato la componente di risk assessment, pensata per essere compilata anche da personale privo di competenze specifiche in materia di compliance — nel caso Fastweb, oltre 30 “AI adoption leader” distribuiti nelle diverse business unit. Il questionario è completamente deterministico: non chiede mai direttamente quale sia il ruolo dell’azienda ai sensi dell’AI Act, ma lo deduce dalle risposte fornite a domande semplici e trasparenti. Al termine della compilazione — in media circa 28 minuti — lo strumento attribuisce un livello di rischio per AI Act, GDPR e direttiva Copyright, motivandolo con i relativi riferimenti normativi, e genera automaticamente i requisiti di mitigazione da implementare, distinguendo tra requisiti obbligatori e best practice, secondo una logica “comply or explain”. In caso di rilevazione di una pratica vietata, il tool blocca l’assessment fin dalla fase di progettazione, evitando di scoprire il problema a ridosso del rilascio in produzione.

Tra i risultati concreti condivisi durante il webinar: oltre 400 use case AI censiti e valutati, la certificazione ISO 42001 (tra le prime in Italia ottenute in regime accreditato), l’adesione all’AI Pact della Commissione Europea e al Code of Practice sui modelli di intelligenza artificiale per finalità generali.

La FastwebAI Suite

Stefano Veclani ha ricollocato lo strumento G&C all’interno della più ampia FastwebAI Suite, che comprende l’infrastruttura di calcolo (il SuperPod in data center italiani, con GPU a noleggio e servizi di inferenza su modelli proprietari e open source), una piattaforma low-code/no-code per la creazione di pipeline agentiche, FastwebAI Work — l’ambiente di produttività individuale già in uso su tutta la popolazione Fastweb e Vodafone, che consente di interagire con diversi motori LLM (tra cui GPT, Claude, Llama e il modello proprietario italiano Fastweb MIIA) in un contesto sicuro, senza che i dati aziendali vengano utilizzati per addestrare i modelli — oltre a servizi professionali custom e a FastwebAI Security, dedicato alla verifica della sicurezza e della correttezza etica di chatbot e voicebot.

Perché Fastweb come partner

Alessandra Costa ha chiuso la presentazione ricordando come Fastweb, pur nascendo come operatore di connettività, si sia evoluta negli ultimi vent’anni in un partner tecnologico a tutto tondo per le aziende, capace di mettere a sistema infrastruttura, sicurezza, cloud e intelligenza artificiale, con dati ospitati esclusivamente in data center italiani nel rispetto di GDPR e AI Act.

Le domande del pubblico

Il webinar si è chiuso con una sessione di domande e risposte, in cui sono stati chiariti diversi aspetti pratici: la logica di generazione dei requisiti di mitigazione (basati su requisiti di base, sulla combinazione ruolo/livello di rischio e sulle risposte al questionario); le modalità di licensing (SaaS a canone o installazione on-premise, con novità in arrivo dopo l’estate per avvocati e professionisti); la possibilità di esportare i dati anche verso soggetti che non hanno accesso diretto all’applicativo; la gestione centralizzata degli aggiornamenti normativi da parte di Fastweb; il livello di competenza richiesto agli utilizzatori (volutamente basso, in coerenza con l’approccio decentralizzato dello strumento); le certificazioni ottenute (ISO 42001, interlocuzione diretta con AgID) e la copertura, ancora assente ma potenzialmente in sviluppo, della normativa NIS 2.

Il prossimo appuntamento

Andrea Bassi ha anticipato un terzo webinar, in programma a metà settembre, interamente dedicato a FastwebAI Work, lo strumento pensato per governare in modo centralizzato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei dipendenti, riducendo i rischi legati all’uso non controllato di AI generative libere in ambito aziendale.

Spazio Avvocati

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